Tagli di prestiti ad aziende e privati da parte di banche e finanziare, scopriamo i perché

Due settimane fa, il comitato di Basilea ha approvato alcune leggi sul tema di regolamentazione bancaria che stimolano sempre di più le banche e le finanziarie a investire in derivati piuttosto che fornire prestiti a aziende e privati.

I finanziamenti alle imprese, agli artigiani e ai cittadini, stanno diminuendo giorno dopo giorno.

A quanto pare purtroppo non vi sono segnali di speranza o di inversioni di tendenza in quanto a dimostrarlo sono i dati che peggiorano ogni giorno di più.

Infatti secondo la Banca centrale nel mese di novembre i crediti riguardanti le aziende sono diminuiti del 3,9% in Europa mentre a livello italiano sono scesi del 5,9%.

Secondo la Confindustria negli ultimi due anni sono stati utilizzati 96 miliardi di euro in prestiti.

Questo problema riguarda tutta l’Europa ma in particolar modo l’Italia.

Il presidente della Banca centrale Europea, Mario Draghi ha deciso di entrare in merito alla questione, ma per il momento ancora nessun passo che abbia dimostrato il contrario per sostenere e aiutare la popolazione che risente di questa crisi a livello soprattutto economico.

Nuove regole per quanto riguarda le difficoltà bancarie

Una ulteriore riduzione del credito potrebbe giungere proprio a causa dell’introduzione delle nuove regole.

Sono delle regole molto blande che aumentano la sicurezza del sistema bancario ma che potrebbero risultare negativi sui finanziamenti all’economia.

La banche per ora continuano a farsi scudo rispetto i regolamenti scelti da Basilea per giustificare la riduzione continua di tagli di prestiti ad aziende e privati preferendo di investire in prodotti finanziari o titoli di Stato.

Le nuove regole prevedono che la banca disponga di un “leverage ratio” ossia che disponga di almeno il 3%.

Cio vuol dire che una banca deve per forza avere da parte un capitale proprio che sia almeno il 3% se non superiore ma mai inferiore dei suoi attivi.

La nuova disciplina ha come vantaggio la nascita di una disciplina che sia divisa a livello mondiale e l’uso di un parametri facile sia da paragonare che da calcolare.

Anche se in realtà il 3% rappresenta un valore molto basso, ma secondo alcuni osservatori una percentuale che rappresenta un livello di prudenza che permette di traghettare alcuni colossi bancari in zona di maggiore sicurezza è un minimo del 10%.

Ma si sa che maggiore è il rapporto e maggiore sarà anche l’entità della perdita da aspettarsi.

Soluzione ai problemi bancari dei giorni nostri

I banchieri si difendono affermando che se essi acquistano più derivati possono assicurarsi dal rischio dell’insolvenza e in questo modo possono garantire più crediti.

Si tratta di un regalo concesso alle banche in particolar modo a quelle del nord Europa più esposte sui mercati finanziari.

Le banche che si trovano in difficoltà per salvare le apparenze possono migliorare il “Leverage ratio” oppure possono aumentare il capitale, oppure tagliano i prestiti ad aziende e privati ed evitando di erogarne altri.

Potrebbe essere una buona soluzione per aiutare le banche e le finanziare ma senza ombra di dubbio metterebbero in difficoltà i privati e le aziende che necessitano di denaro per portare avanti le loro attività e che non possono più contare sull’aiuto certo delle banche e delle varie finanziarie, ma sicuramente sarebbe una cifra che in parte potrebbe essere eliminata dai crediti dell’economia.


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